Gesù dona la vista ad un cieco, e questa guarigione mette in luce la grande cecità spirituale dei capi religiosi del suo tempo, incapaci di vedere oltre i loro interessi, quindi incapaci di vedere la verità delle persone e tanto meno Dio.

Cosa vedono i farisei? Dal loro punto di vista Gesù non viene da Dio e questo cieco guarito rimane tutto nei peccati. Sono davvero accecati dal pregiudizio e non colgono l’essenziale, che è Dio.

Mi colpisce il gesto di guarigione di Gesù che usa del fango messo sugli occhi per sanare la vista del cieco, che è poi invitato a bagnarsi nella piscina di Siloe il cui nome significa “inviato”.

E’ chiaro che questi gesti di guarigione sono un atto simbolico che ai primi cristiani e anche a noi richiama il battesimo che abbiamo ricevuto. Nell’acqua che ci ha immersi (battezzati) in Dio abbiamo ricevuto prima di tutto un dono, cioè quello di vedere non tanto con gli occhi ma con il cuore. Quel fango sugli occhi bene rappresenta tutto quello che noi stessi mettiamo e anche gli altri ci mettono davanti per non vedere bene Dio e il prossimo. Abbiamo del fango che “sporca” la nostra vista, e sono quei pregiudizi che ci accecano, e il dono della fede ci dà la possibilità di vedere più chiaramente noi stessi e gli altri e alla fine Dio stesso.

Dove è Dio?, Perché non si mostra nella nostra vita così piena di problemi, chiusure, paure, violenze, ed ora anche il coronavirus?

Forse è proprio perché non siamo capaci di vedere con il cuore, cioè con un atteggiamento di amore, di pazienza, di fiducia e di perdono, e allora non vediamo Dio.

Cari Genitori prendiamoci idealmente per mano e camminiamo insieme in un momento così particolare come quello che stiamo vivendo.

Prendiamo per mano i nostri ragazzi perché non si sentano smarriti.

Il cieco guarito da Gesù ci insegni a guardare il mondo con occhi diversi, per capire, per farci ripartire. La sua fiducia in Gesù ci sia di esempio, andiamo anche noi “alla piscina di Siloe”. Scopriremo un mondo come non lo avevamo mai visto…

Riflessioni dal web

Ho riflettuto molto in questi giorni cercando di dare un senso, perché un fottuto senso ci dovrà pur essere, a tutta questa assurda situazione che siamo costretti a vivere.
Ho immaginato che il virus potesse parlare e ho immaginato ciò che ci direbbe, attraverso una lettera, se potesse farlo e queste sono le parole che sono riuscito a mettere su un foglio.

Ciao sono Covid-19, molti di voi mi conosceranno più semplicemente come Coronavirus, e sono un virus.
Scusate il poco preavviso ma non mi è dato far sapere quando arriverò, in che forma e forza mi presenterò a voi.

Perché sono qui? Be’ diciamo che sono qui perchè ero stanco di vedervi regredire anziché evolvervi, ero stanco di vedervi continuamente rovinare con le vostre mani. Ero stanco di come trattate il pianeta, ero stanco di come vi rapportate l’un l’altro, ero stanco dei vostri soprusi, delle vostre violenze, delle guerre, dei vostri conflitti interpersonali, dei vostri pregiudizi, ero stanco della vostra invidia sociale, della vostra avidità, della vostra ipocrisia, del vostro egoismo, ero stanco del poco tempo che dedicate a voi stessi, alle vostre famiglie, ero stanco delle poca attenzione che riservate molto spesso ai vostri figli, ero stanco della vostra superficialità, ero stanco dell’importanza che spesso date alle cose superflue a discapito di quelle essenziali. Ero stanco della vostra ossessiva e affannata ricerca continua del vestito più bello, dell’ultimo modello di smartphone della macchina più bella solo per apparire realizzati. Ero stanco dei vostri tradimenti, ero stanco della vostra disinformazione, ero stanco del poco tempo che dedicate a comunicare tra di voi, ero stanchissimo delle vostre continue lamentele quando non fate nulla per migliorare le vostre vite. Ero stanco di vedervi discutere e litigare per motivi futili, ero stanco delle continue risse tra chi vi governa e delle scelte sbagliate che spesso fa chi vi dovrebbe rappresentare, ero stanco di vedere gente che si insulta e ammazza per una partita di calcio.

Lo so, sarò duro con voi, forse troppo, ma non guardo in faccia a nessuno…sono un virus. La mia azione vi costerà vite ma voglio che capiate una volta per tutte che dovete cambiare rotta…per il vostro bene.

Il messaggio che vi voglio dare è semplice. Ho voluto evidenziare tutti i limiti della società in cui vivete perchè possiate eliminarli, ho voluto fermare tutto apposta perché capiate che l’unica cosa importante a cui dovrete indirizzare tutte le vostre energie d’ora in avanti è semplicemente una.. la VITA, la vostra e quella dei vostri figli, e a ciò che è veramente necessario per proteggerla, coccolarla e condividerla. Vi ho voluti il più possibile rinchiusi e isolati nelle vostre case, lontano dai vostri genitori, dai vostri nonni, dai vostri figli o nipoti, perchè capiate quanto sia importante un abbraccio, il contatto umano, il dialogo, una stretta di mano, una serata tra amici, una passeggiata in centro, una cena in qualche locale o una corsa al parco all’aria aperta. Da questi gesti dove ripartire tutto.

Siete tutti uguali, non fate distinzioni tra voi. Vi ho dimostrato che le distanze non esistono, ho percorso chilometri e chilometri in pochissimo tempo e senza che voi ve ne siate accorti. Io sono di passaggio ma i sentimenti di vicinanza e collaborazione che ho creato tra di voi in pochissimo tempo dovranno durare in eterno.

Vivete le vostre vite il più semplicemente possibile, camminate piano, respirate profondamente, fate del bene perché il bene vi tornerà sempre indietro con gli interessi, godetevi la natura, fate ciò che vi piace e vi appaga e crearvi le condizioni per non dover dipendere da nulla.

Quando voi festeggerete io me sarò appena andato ma ricordatevi di non cercare di essere persone migliori solo in mia presenza.

Addio

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